Barbastorie

Ahi! Le critiche fanno male

Quando scrivo una nuova storia, ho sempre a disposizione un paio di lettrici che leggono di volta in volta i primi capitoli e mi danno il loro spassionato parere. A romanzo concluso, aspetto che mi dicano se il libro è decente, se scorre, se ci sono intoppi nella storia. Mi ricordo di quando un’amica, Francesca Lancisi, artista fiorentina, dopo aver letto la prima stesura de L’appartamento, mi chiamò e cominciò senza pietà a evidenziarne i punti deboli. Leggi il seguito di questo post »

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10 ragazzi per me

È arrivato! Il romanzo (leggero, leggerissimo) che racconta la storia di Mina è in vendita su Amazon sia in formato ebook che cartaceo. Se siete abbonati a Kindle Unlimited potete leggerlo gratis. Qui trovate tutte le informazioni e i link di riferimento e potete persino leggere un’anteprima gratuita. Ora, però… chi è Mina e perché ha preso vita?
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Quando scrivo per divertirmi

Non sempre una scrittrice si sente libera e realizzata mentre arranca tra le pagine dei propri romanzi o racconti. La fatica non è legata soltanto al lavoro di rilettura e correzione costante o agli acciacchi fisici, conseguenza di tante ore trascorse a una scrivania. La fatica è esplorare il mondo delle donne e degli uomini partendo da se stesse, dal proprio vissuto.

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Il marito della scrittrice

Ogni volta che leggo i ringraziamenti al termine di un romanzo scritto da una donna, spuntano quelli al marito: ispiratore, sostenitore, lettore in anteprima. Uhm, ma solo a me è capitato il boicottatore?

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I Matia Bazar e un vecchio treno

C’è un storia curiosa nella mia vita che racconto e mi racconto ogni anno, perché la considero la prova di come a volte un singolo individuo possa avere, nella nostra vita, l’impatto di un paio d’anni di terapia.

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Di liste e buoni propositi (con nota a piè di pagina)

Lascia perdere le liste di fine anno, l’elenco con i buoni propositi che depenneremo man mano che ci stanchiamo di vederli a ogni ora sotto il nostro naso. C’è un solo compito che consente, in verità, di assolvere alla moltitudine di desideri che affastelliamo di settimana in settimana nel nostro cuore e nella nostra mente.

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I romanzi come antidoto alla vita

A volte mi chiedo se questa sorta di mite snobismo con cui i forti lettori guardano ai non lettori non sia in realtà una copertura per problemi ben più gravi. Sono di parte, ovviamente, visto che potrei essere definita una lettrice compulsiva. Ci sono stati, però, due momenti della mia vita in cui non ho letto e li ricordo bene perché il primo ha seguito immediatamente la mia laurea.

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Raccontare il dolore, col tempo

Mi riduco sempre all’ultimo momento quando devo scrivere i post di Natale: mi piace lasciarmi ispirare dall’atmosfera che respiro intorno a me e che è diversa di anno in anno. Ero lì che ci pensavo qualche giorno fa e contemporaneamente elencavo gli amici da chiamare, quelli lontani, quando il mio cellulare ha lampeggiato.

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Leggere ad alta voce in famiglia

Perché, mi domando, a una lettrice compulsiva capita una figlia che ama comprare i libri e non leggerli? Pochi mesi fa la mia adorata e pestifera tredicenne mi ha chiesto di comprarle Red il primo volume della trilogia di Kirsten Gier, autrice tedesca di romanzi young adult. Ha impegnato un’eternità per leggere le prime trenta pagine e poi si è fermata.

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Donna a terra! Donna a terra!

La tua protagonista inciampa? Che sia tu ad averla creata o che sia la star della tua serie di romanzi preferiti, inciampa? Cade? È o si considera imbranata? Combina in famiglia e al lavoro grossi casini che poi si risolvono miracolosamente?

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