Barbastorie

Ho viaggiato tutta la vita. Non grandi viaggi. Piccoli, costanti, a volte estenuanti, affollati, chiassosi viaggi da studentessa fuori sede, lavoratrice fuori sede, fidanzata fuori sede, brava ragazza cattolica alle prese con campi scuola. 
Ho appoggiato la testa contro il finestrino mille volte, cullata dalla musica nel walkman, immersa in pensieri che mi raggiungevano solo nella strana dimensione del movimento. A volte invece mi capitavano incontri particolari, strani direi e persino rivelatori

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Quando ti vengono le idee in piena notte

Sono pigra. Non sempre, non per tutto ciò che mi riguarda, ma se sono sprofondata nel mio letto o nel divano è davvero molto difficile convincermi ad abbandonarlo. Ecco perché mi circondo di tutto ciò che mi può servire: fazzoletti, caramelle, carta e penna, libri, kindle, pc…

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Quanti soldi spendi per i libri?

Un’estate, nel centro di Folgaria, mi sono arrestata di botto davanti a una piccola e straripante libreria. C’erano volumi di tutti i generi, a prezzi a dir poco stracciati. Era come sentirsi offrire della pizza gratis. Irresistibile. 

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Scrivere con gli attacchi di panico

Eh no, oggi non parliamo della famigerata pagina bianca che ci terrorizza, ma di attacchi di panico veri e propri e per l’esattezza di quelli che, io almeno, mi porto dietro dall’età di undici anni.

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Anatomia dell’orrore e della felicità

Sono facilmente impressionabile: chiudo gli occhi ogni volta che c’è un cadavere, un pezzo di cadavere, un’autopsia in corso, una lotta particolarmente efferata. Tendo a cambiare canale anche quando mi toccano eccessi di zucchero, storie d’amore completamente inconsistenti, trame trite e ritrite. No, non sono incontentabile, solo stanca.

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La pagina bianca non è davvero bianca

Ti sei data una scadenza per importi di concludere il tuo racconto, romanzo o libro per bambini. Ti siedi alla scrivania nel momento prescelto e via. Anzi no, perché non succede niente. La pagina è bianca, la mente è vuota. Ti si palesano, quasi sospese nell’aria, in una strana magica e terrificante nebbiolina, le terribili parole blocco dello scrittore.
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Lavora con una scadenza

Non ce la farò mai!

Quante volte ce lo siamo detti, digitando furiosamente sulla tastiera? Eppure è proprio a causa di quella maledetta scadenza che portiamo a compimento i nostri testi, gli articoli, le revisioni, interi romanzi.

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Scrivere o lavare i piatti

Ci sono molti meme in rete su come gli altri guardano a noi scribacchini. Che siamo scrittori, web writer professionisti, blogger noti, copywriter, poco importa, è ovvio che in realtà non lavoriamo davvero. Se poi questo cincischiare con le parole avviene da casa, vediamo lampeggiare nello sguardo altrui l’idea che allora è proprio vero che non facciamo niente di che. In fondo che ci vuole a buttare giù qualche parola stravaccati sul divano? Leggi il seguito di questo post »

Due romanzi e quattro mani

Ho scoperto i vantaggi della co-scrittura (uhm, mi sa che non esiste tale definizione). Con Silvestra Sorbera, giornalista siciliana prestata a Torino, mi sono lanciata nella stesura di un romanzo tutto al femminile. No, non ho detto romanzo d’amore, dai. Abbiamo provato a farceli entrare gli uomini, ma il percorso delle nostre protagoniste non aveva a che fare con loro. Leggi il seguito di questo post »

Che storie d’amore ti racconto?

Che tipo di amore ti racconto nei miei ebook? Sono storie vere? Inventate? Come vanno a finire? Te li racconto in breve, ma prima, una premessa piccola piccola: non sono una donna frou frou o troppo leziosa, non ho l’aria di un’eterna ragazza, gli occhi a cuoricino non mi riuscivano neanche a vent’anni. Tuttavia… Leggi il seguito di questo post »

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