Perché uno scrittore dovrebbe usare uno pseudonimo? L’esempio più recente è quello della scrittrice J. K. Rawling, autrice della saga di Harry Potter, che sotto il nome Robert Galbraith ha pubblicato Il richiamo del cuculo e Il baco da seta.writers, graffiti, alias

In questo caso, naturalmente, viene anche da chiedersi: perché uno scrittore dovrebbe usare uno pseudonimo e far comunque sapere a tutti che è il proprio pseudonimo? Sembra un nonsense.

Invece, scrivere fingendosi qualcun altro ha senso eccome e più d’uno. Ci sono state scrittrici di fantascienza che hanno pubblicato con pseudonimo maschile, altrimenti nessuno avrebbe dato loro retta.

Ci sono scrittrici e scrittori che usano un altro nome per poter pubblicare liberamente letteratura erotica o storie con forti riferimenti autobiografici, senza dover affrontare i commenti di amici, parenti e vicini.

Gli autori già famosi vogliono uscire dalla trappola del genere letterario o del personaggio cui devono la fama, ma con cui non vogliono identificarsi (avete presente quegli attori che rimangono schiavi di un solo personaggio o i cantautori cui verrà richiesto sempre lo stesso pezzo?).

A sostenere la scelta di un nom de plume ci possono anche essere timidezza, paura di fallire (o voglia di mettersi alla prova senza dirlo a nessuno) e infine, la possibilità di superare i limiti che spesso ci si auto impone.

Quest’ultima è forse la scelta più difficile da comprendere, ma è un escamotage davvero molto utile quando si hanno dei blocchi narrativi. Una sorta di sdoppiamento della personalità voluto e controllato.

Se scrivo pensando che non sono io a scrivere, ma, per fare un esempio, una tizia dal nome Emilia Garavani, mi lascerò andare più facilmente, esplorerò nuove storie e nuovi registri narrativi, supererò alcune paure.

È un esercizio che vi consiglio se avete voglia di cimentarvi con la scrittura, ma ne temete le conseguenze o se scrivete da sempre, ma vi sembra di aver esaurito la vostra vena narrativa. Lo pseudonimo può essere temporaneo o durare tutta una vita, starà a voi deciderlo.

Se vi chiedete come sia possibile passare un’intera esistenza senza rivelarsi al proprio pubblico, vi consiglio di curiosare nella biografia di Roman Gary.

NOTA: QUESTO ARTICOLO È STATO PUBBLICATO IL 20 GIUGNO NEL MIO PROFILO LINKEDIN
Foto | OctoberB 08 584 via photopin

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