writingGià, perché scrivere? Io ho cominciato da bambina, con piglio serio, con poesie tragiche che parlavano di morte. Alle medie, travolta da Candy Candy, ho scritto una storia d’amore drammatica e strappalacrime. Ho scritto per tutto il liceo e all’Università.

Niente di ciò che ho scritto aveva un benché minimo valore letterario né era spendibile commercialmente. I miei scritti hanno cominciato ad assumere una forma coerente e contenuti di valore solo dopo il mio primo eclatante attacco di panico (l’ansia, quella, c’è sempre stata).

E neanche allora erano adatti ad una pubblicazione. Quello che mancava era la verità. Tra le righe non sono mai trapelate né la mia voce (che non era mai emersa) né le mie emozioni (tutt’ora tenute sotto chiave). La paura controllava entrambe.

Paura di essere giudicata, paura di rendere reali quelli che finché consideri solo pensieri personali non incidono nella tua vita o in quella degli altri. Paura di chiudere delle relazioni.

Ho sempre voluto scrivere, ma solo in quest’ultimo anno ho capito come farlo. Presto pubblicherò e allora se io sia riuscita o meno nel mio intento starà ai lettori dirlo.

Foto | Blank page. via photopin (license)

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