Yellow MoleskinePresto comincerò a parlare apertamente dei miei ebook, di quelli pubblicati sotto pseudonimo e di quelli che presenterò con il mio vero nome. Nel frattempo, sono alle prese con mille storie diverse, raccattando il tempo che mi serve tra le varie incombenze lavorative e familiari. A volte mi chiedo se non siano proprio questi limiti a dare uno sprint alla mia creatività. Un po’ come le storie d’amore contrastate, che sembrano più “vere” più ricche.

Una storia d’amore intanto ce l’ho con le mie Moleskine. In teoria uno scrittore non dovrebbe avere problemi a scrivere ovunque, ma nel mio caso gli ordinati e colorati taccuini di questa marca sembrano darmi una mano. Solo quelli nel formato 13 x 21, però e rigorosamente a righe. Certo, considerando che li pago quindici e passa euro l’uno, direi che la mia passione non è molto economica, ma tant’è. Passiamo invece alle mie protagoniste.

In tutte le mie storie, la protagonista ha più o meno l’età che ho io mentre scrivo ed è una donna con poche certezze e moltissime domande. Credo sia un leit motiv della mia narrazione: provo a creare eroine semplici, con pochi e chiari obiettivi, ma quelle mi si rivoltano contro e mi tempestano di quesiti esistenziali. Non è facile addomesticarle o convincerle a seguire un sentiero tracciato. Le prime due che vedranno la luce sono una quarantenne alle prese con un fastidioso fantasma ed una giovane donna con una lunga cicatrice e l’ossessione per la pancia di uno sconosciuto. Son due lunghi racconti, tra i quali  pubblicherò anche una raccolta di racconti mini, per chi ha poco tempo per leggere.

Una delle domande più frequenti che mi vengono fatte è se le storie che racconto sono vere o meno. Ecco, quando la storia è vera lo dichiaro subito, all’inizio del libro perché prima di raccontarla ho chiesto il permesso di farlo. Ci sono anche molti dettagli della mia vita privata e molti miei pensieri, ma sono sparpagliati qua e là come anche commenti e pensieri di altre persone che ho conosciuto. Non è facile insomma capire quale sia la mia voce. Questo mi rende ricattabile da parte delle mie due migliori amiche, di cui invoco la clemenza 🙂

Per oggi è tutto: ho un libro su cui lavorare prima di preparare la cena a due umani e due gatti (oddio, lo stereotipo della scrittrice che ama i gatti e beve litri di tè, ebbene sì!).

 

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