man couch books

Oggi guest post dedicato ai lettori irriducibili: qual è la migliore seduta per immergersi in un libro? Meglio il proprio studio e la propria poltrona o le sedie dei tram e gli angoli delle librerie? La parola va ad un’esperta di sedute ovvero Silvia Geroldi, conosciuta per Stima di danno, Measachair, Haiku seduti sotto la luna.

Silvia Geroldi, anno dopo anno, è riuscita a trasformare la sua passione per la lettura, la scrittura, la creatività, in qualcosa di più che un semplice hobby. Lascio la parola a lei, ma vi invito a seguire i suoi sempre originali progetti.

Tanti anni fa ho comprato una lampada-ufo usata, forse anni settanta, forse tarocca. Uno di quegli oggetti che mi accompagnano da sempre e che da sempre, in casa, sono considerati solo miei. Ora quella lampada dall’estetica discutibile marca il territorio e illumina un angolo di divano, consacrandolo come il mio angolo. Finalmente ho un quasi-ufficio e mi pare che leggere da lì, addivanata con gran gusto, predisponga all’analisi. Ci metto la testa, sottolineo, annoto. Azzarderei la parola “studio”, ma so di non essere credibile.

Sono molto felice del pezzo di divano tutto per me, tuttavia non mi tolgo dalla testa che avere una seduta preferita per leggere porti con sé una pretesa intellettuale, che la comodità possa concedere una qualche supremazia del lettore sul testo. Mi pare un peccato di superbia e mi dico: non dovrebbe essere il contrario? La lettura non dovrebbe risultare così avvincente da farci dimenticare tutto, noi stessi e anche la scomodità a cui può capitare di essere sottoposti?

chair interiors measachair boggercreativa

Perchè una buona lettura è come un rapimento d’amore: si sta appesi alle parole e abbandonati nel corpo. Ci si dimentica proprio di tutto, non si sentono rumori, non si vede l’esterno, tacciono i doloretti fisici e i disagi dell’anima. Il vero lettore sta come in una bolla sospesa, cuore e cervello uniti in leggerezza e felicità. Intendiamoci: il corpo quando si legge c’è sempre, solo che si mette al minimo.

Un minimo tonico, un minimo sostenuto, ché il minimo vero e proprio sarebbe l’addormentamento e quello dipende dalla qualità del testo e dal livello energetico del lettore, in proporzione variabile. E’ di novembre 2013 la notizia della signora che ogni giorno si reca in una famosa libreria di Padova, si accomoda sul divanetto di pelle e alle quindici in punto si assopisce. Ogni giorno, tra i libri. Cullata.

vintage card couple measachair

La nonnina mi sta simpatica, tuttavia la relego nel folklore. Il lettore vero è un guerriero, il libro la sua arma per affrontare la giornata e la vita. E allora vanno bene tutte le sedute, ma proprio tutte: le panche in legno lucide dei vecchi tram, l’anonimo sedile della metro, la plastica dell’autobus, gli stretti e sporchi schienali dei treni e degli aerei economici. Affezionati del cartaceo o fautori di quella rivoluzione sottile che è l’e-reader, si partecipa tutti insieme al grande spettacolo di chi ostenta la lettura contro la barbarie dell’iperconnessione senza contenuti. Ah, come ci piacciamo, noi che leggiamo sui mezzi!

train chairs measachair

Ah, che tono ci si dà con il titolo giusto in mano e un pubblico che ci osserva! E nei nostri spazi più intimi? Raccolgo il coraggio e nomino – tra le sedute – il wc, una postazione di lettura di tutto rispetto e statisticamente rilevante. Con pudore accenno alle piccole biblioteche ospitate dai top delle levatrici e non mi dilungo sui disordinati che affastellano gialli di terza mano all’interno della scarpiera. Forse resistono persino degli Urania, ma sono solo voci. Taccio, appunto, queste sono letture private, privatissime. Chiudo la porta con delicatezza.

woman reading daizaburo

Ritorno sull’idea di studio, che certamente suona più elegante. E chi ce l’ha, oggigiorno, uno studio? Una stanza tutta per sé? Immagino la sedia di famiglia, di fattura neoclassica, falsa e restaurata con amore come fosse veramente preziosa. Scomoda, ma fa tanto Virginia. Le sta di fronte una scrivania e la lettura, su questa sedia rigidina, è sempre a scopo educativo. Se si sta a pensare troppo alla sedia più giusta per leggere non ci si abbandona, si diceva all’inizio: è una lettura finalizzata, secchiona. Formativa, certo, ma non suscita nessun godimento e causa rughette tra le sopracciglia e qualche complesso di inferiorità.

woman reading george pavis

Smettiamola di atteggiarci e buttiamoci a sedere a caso, da veri lettori innamorati! Perché la lettura per piacere e per amore è abbandono del corpo. Ode alla vecchia poltrona con l’orma di tutti i sederi di casa, al cuscino sul parquet e al bean bag. Si rivaluti il gradino di quella portafinestra affacciata sul cortile, quello dove cade il primo sole del mattino. Non si censuri la lettura a letto, soli o in compagnia. Leggere è atto d’amore, espressione beata, scompostezza del corpo e riordino della mente. Nei casi più fortunati, è un’espansione. I muscoli ringraziano, i sogni pure. Zzzzzzzzzz…

marylin reading

Foto | apertura mrehan via photopin ccaltre foto measachair tumblr (link su ogni foto)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...