roberto russo

Ho letto con molta curiosità il racconto Terre Nuove di Roberto Russo. Il protagonista, vedovo, pater familias agiato e felice della sua progenie, ritorna con la memoria ad un episodio della sua giovinezza e decide di metterlo per iscritto, in un memoriale che nasconderà in un libro della biblioteca. La sua vita è stata fino a quel momento felice e prova molta gratitudine per sua moglie:

Ed era grande festa per Flora aspettare il Natale e il Capodanno, vedere la casa riempirsi di luce e di camini accesi, e i grandi teli bianchi togliersi dalle poltrone e dai divani ridondanti, e, infine, il panno verde del biliardo ripiegarsi. E giovani serve e cuoche invadere la casa di opere tranquillamente frenetiche, le finestre aprirsi alla fredda luce dell’inverno e le coperte uscire dai cassettoni, la dispensa riempirsi di galline e il solare profumo di ginepro, l’allegro rosmarino invadere di promesse anche la cera del salone.

Tuttavia la sua giovinezza gli ha fatto un dono: la scoperta di se stesso attraverso l’amore, insospettabile, di un’altra persona.

Siamo nel 1834, Alessandro è giovane, figlio unico amato e erede di una piccola fortuna. Rivede dopo molti anni un suo compagno di giochi d’infanzia, Patrizio. Durante una partita di caccia, i due ragazzi ritrovano presto la simpatia e la complicità che li avevano uniti un tempo.

Di quando in quando mi volgevo al mio compagno, intento ad ammirare la selvaggia bellezza dei luoghi e più di una volta i nostri sguardi si incontrarono con un sorriso d’intesa, quasi fossimo vòlti a un medesimo richiamo.

Pernottando a casa della balia di Alessandro, i due, costretti a dividere un solo letto, cercano sulle prime di mantenersi distanti il più possibile. Ben presto, però, sensazioni sconosciute e potenti attraversano il corpo e lo spirito di Alessandro e di Patrizio. Colti di sorpresa da quello che provano, i due giovani si muovono in un orbita di costante allontanamento e avvicinamento.

Lo detestai per non avere ricordi della furia di meraviglia che ci aveva rapito, per il profumo di sapone che continuava a ferirmi e che avrebbe dilaniato la mia notte, per la schiena che egli mi voltava e che era una barriera tra me e il suo cuore. Lo detestai per la stanza buia che mi impediva di guardare i suoi occhi e di provare il mio sguardo ammaliato nella profondità dei suoi. Lo detestai per il silenzio che mi vietava di cercare con lui una risposta, ch’io sapevo troppo grande per me solo.

Con uno stile ricercato ed elegante, mai eccessivo o pesante, l’autore scandaglia finemente i sentimenti e le scoperte che questo primo amore porta con sé. Alessandro non ha rimpianti né rammarichi, solo felicità e un senso di pienezza che lo accompagnano tutta la vita. Una condizione, secondo me, decisamente invidiabile e cui aspirare per la propria vecchiaia.

Roberto Russo
Terre Nuove
Graphe.it, 2013
Formato EPUB
Euro 1,49

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