84 charing

La pagina Facebook  84 Charing Cross Road, che prende il nome da una strada londinese sede di una famosa libreria, ormai chiusa da tempo, ha raccolto moltissime adesioni sin dalla sua nascita.

La libreria cui fa riferimento divenne famosa nel mondo grazie all’epistolario tra la sceneggiatrice e scrittrice Helene Hanff e il librario che le cercava e spediva volumi altrimenti introvabili o troppo costosi negli States. Successivamente Ann Bancroft e Antony Hopkins interpretarono i due nell’omonimo e suggestivo film.


Come mai una pagina dal titolo così particolare?
Per me “84 Charing Cross Road” ancor più che un bel libro da cui hanno tratto un bel film, rappresenta un bellissimo ricordo: te lo racconto in breve. All’epoca lavoravo nella biblioteca di Fermo e stavo finendo l’università, avevo ventidue anni ed era un periodo molto sereno nel quale l’entusiasmo di imparare quanto più potevo mi spingeva a leggere, studiare e conoscere persone. Un giorno la direttrice della biblioteca, una creatura di raffinata sensibilità e cultura, quasi sovrappensiero mi chiese se avessi mai visto il film 84 Charing Cross Road, con Anne Bancroft e Anthony Hopkins; quando le risposi di no lei sorrise, si allungò sulla sedia e guardando il soffitto iniziò a raccontare. Mi innamorai di quella storia ed ebbi così tanta nostalgia di quella Londra e dei protagonisti, pur non avendoli ancora incontrati, da mettermi subito alla ricerca del film prima e del libro poi. La mia vita si arricchì e fu meraviglioso.

Ti aspettavi che così tanta gente conoscesse il libro e si iscrivesse?
Penso che molte persone si siano iscritte senza conoscere né il libro né il film, perché la pagina trasmette loro belle sensazioni. Pensa che, tempo fa, una ragazza americana stupita dal titolo mi chiese se avessimo riaperto la libreria, al posto della quale purtroppo ora c’è un ristorante: evidentemente aveva visto il film, o letto il libro, e forse pensava che io fossi una pronipote di Frank Doel, l’allora proprietario direttore.

L’atmosfera che si è creata è quasi quella di un club privato, con libri, poltrone in pelle, tè caldo, buona musica (poi, certo, ci sono anche le partite di rugby che movimentano un po’ la situazione): è un clima che hai creato volutamente o che è nato in modo naturale, man mano che postavi link?
Sai negli ultimi anni ho vissuto in luoghi diversi, ho cambiato case e prospettive. Dopo ogni cambiamento ci si sente un po’ come naufraghi, si tiene ciò che serve e si butta il superfluo. Questa pagina (abbreviamola pure in 84CCR) rappresenta tutto ciò che rende la mia vita vivibile e piena: ci sono tazze di tè e gatti che girano, c’è l’arte della semplicità e dell’umorismo, c’è musica, dolci prelibati che si possono condividere senza ingrassare, poi libri, citazioni, campi di rugby, paesaggi e ci sono notizie che mai nessun telegiornale dirà, perché insegnano qualcosa, danno speranza e fiducia a chi le legge, a me per prima. Quindi il clima che si è creato è spontaneo e giorno per giorno s’arricchisce di nuovi spunti.

Attualmente quanti “like” ci sono e quanto si parla della pagina?
Siamo in più di 6.000 e non passa giorno senza almeno venti nuovi followers, quindi la pagina cresce poco per volta, ma con costanza e a me in tutta onestà i numeri non interessano molto. Il momento che preferisco è quando commentano di aver appena condiviso il mio aggiornamento di stato, perché ciò significa che grazie al passaparola un granello di bellezza è stato sospinto ancora un po’ più in là, come se i topolini che seguono il pifferaio di Hamelin divenissero, a loro volta, pifferai.

Qual è il commento che ti ha fatto più piacere da quando l’hai aperta?
Ce ne sono stati molti di teneri e commoventi, sia all’inizio che ora, ma quelli che mi emozionano di più parlano di quanto questa pagina abbia risvegliato in loro una dimensione perduta di accoglienza, comodità e serenità. Una tazza di tè, un caffè, un buon libro, un ambiente quieto distendono i nervi e predispongono all’ascolto, alla partecipazione.

Perché credi che la gente senta così fortemente il bisogno di “frequentare” una pagina web?
Credo che le persone abbiano bisogno di essere rassicurate dai pericoli quotidiani, affrancate dall’abbrutimento dei gesti ripetitivi, dall’imposizione della superficialità come modello da seguire. I televisori sono sempre più grandi, ma gli spazi per la divulgazione scientifica e artistica in TV sempre più ridotti e quando si riesce a trovare una pagina web che spinge ad allargare i propri orizzonti, la si ritiene un tesoro. Pensa a quanto sia attuale la scena in cui Montag, il protagonista di Fahrenheit 451, spegne il megaschermo da parete e legge alle amiche della moglie il passo di un romanzo, provocando in loro sdegno e lacrime, perché così facendo le aveva spinte a immaginare e a sbrigliare emozioni da troppo tempo compresse. Molte persone visitano, leggono e amano 84CCR perché vi ritrovano un luogo di pensiero e fantasia.

Come mai ha deciso di restare anonima?
Perché la riservatezza è una dei miei punti di forza. Non amo mostrare me stessa, la pagina non è nata come momento autoreferenziale, altrimenti sarebbe stato sufficiente pubblicare gli albi fotografici sul mio profilo personale e poi sai, l’invisibilità per noi supereroi è un dono prezioso.

Progetti futuri?
Trovare un lavoro che mi permetta di stare a contatto con i libri, perché purtroppo durante l’ultimo trasloco non c’è stato posto negli scatoloni per riporre il mio mestiere e portarmelo appresso: questo è il progetto, anzi, l’esigenza più pressante. Poi, in ordine sparso, mi piacerebbe migliorare come arciera visto che una delle mie passioni è proprio il tiro di campagna, continuare a dedicarmi a 84CCR con entusiasmo e magari riprendere a suonare chitarra e tin whistle.

C’è o ci sarà un blog che riprende in modo più approfondito le tue passioni?
Ne sto studiando uno, ma devo ancora capire se per quello che ho intenzione di fare mi sarà sufficiente la pagina facebook, o un mezzo che mi permetta di esprimermi di più. Diciamo che è uno dei progetti per il futuro.

Per la serie “qui lo dico e qui lo nego” (rubrica fissa delle interviste che sto realizzando), vuoi toglierti un sassolino dalla scarpa?
Sassolino dalla scarpa? mah, guarda i miei sassolini in genere me li sfilo subito e li scaglio tutti con precisione balistica, quindi direi di no. Mi viene in mente però di quella volta in cui un seguace di 84CCR mi accusò di essergli molesta perché pubblicavo, a suo dire, troppi aggiornamenti in poco tempo. A parte la lusinga immediata di venire pubblicamente difesa da altri follower, la consapevolezza di essermi liberata di un attaccabrighe non ebbe eguali. Lo dico apertamente: se volete andarvene dalla pagina fatelo, ma in silenzio così come vi siete iscritti. Non vorrete mica che gli altri si rendano conto di quanto, sotto sotto, siete antipatici.

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