Dickens Inedito MattioliÈ il 1836 quando viene dato alle stampe Sketches by Boz. Illustrative of Every-day Life and Every-day People. Dietro lo pseudonimo, il ventiquattrenne Charles Dickens, che ha collaborato tra il ’33 e il ’36 con diversi quotidiani e riviste, raccontando la Londra che conosce in prima persona.

Edito in Italia per la prima volta da Mattioli 1885, Il grande romanzo di Londra ci permette di scoprire gli esordi di uno degli scrittori più amati di tutti i tempi. Certo, c’è poco da scherzare: il giornalismo letterario del ventiquattrenne Dickens fa impallidire i nostri maturi tentativi di scrittura.

Nella Prefazione, tuttavia l’autore umilmente commenta:

Questi schizzi sono stati scritti e pubblicati, uno alla volta, quando ero molto giovane. Poi sono stati ripubblicati quando ero ancora molto giovane; e sono stati mandati in giro per il mondo con tutte le loro imperfezioni (che sono numerose). Rappresentano i miei primi tentativi della professione di scrittore – a parte alcune tragedie scritte alla matura età di otto o dieci anni, e rappresentate con molto successo in affollati asili nido. Sono consapevole di quanto siano spesso rozzi ed elementari, e quanti segni evidenti rechino della fretta e dell’inesperienza; soprattutto nella parte del volume che va sotto l’intestazione generale di ‘Racconti’.

Non sono un’esperta di Dickens, solo una lettrice che ama perdersi ogni tanto tra le sue pagine e le sue descrizioni di Londra. Questa volta, più delle altre, mi sono divertita e l’ho paragonato dentro di me, impropriamente potreste dire, a Dorothy Parker e alle sue taglienti raffigurazioni della società che frequentava.

Ne Il grande romanzo di Londra, infatti, Dickens, mentre racconta della parrocchia, del curato, dei parrocchiani e delle parrocchiane ritrae in modo esilarante le manie dei suoi concittadini (ho amato tanto le quattro signorine Willis). Certo, dietro il riso c’è sempre l’amaro, come sappiamo, però i suoi bozzetti sono davvero gustosi.

La conseguenza fu che, una mattina, un grosso baco da seta fu scoperto mentre se ne andava a passeggio su per le scale – probabilmente con l’intenzione d’informarsi sulla salute dei suoi amici, perché, a una successiva ispezione, si scoprì che alcuni dei suoi compagni si erano già confortevolmente sistemati in ogni stanza della casa. In preda alla disperazione la signora preferì partire per il mare, e durante la sua assenza l’ufficiale di marina a mezza paga, tentando di lucidare con dell’acido nitrico la targa d’ottone della porta della povera donna, riuscì a cancellarne completamente il nome che vi era inciso sopra.

Lo stesso piglio preciso e ironico accompagna il lettore nei meandri del Parlamento inglese:

Come tutti gli uomini della sua età e della sua importanza, Nicholas è assolutamente convinto della degenerazione dei tempi. È rarissimo che esprima qualche opinione politica, ma, poco prima dell’approvazione del progetto di legge sulla Riforma, siamo riusciti a scoprire che Nicholas era un convinto riformatore. E qual è stato il nostro stupore quando, dopo la seduta del primo Parlamento riformato, abbiamo scoperto che era un incallito e convinto Tory! Che cosa strana: alcuni individui cambiano opinione per necessità, altri per opportunismo, altri per capriccio; ma che Nicholas potesse cambiare idea anche solo per qualche dettaglio, era una possibilità che non avevamo mai preso in considerazione, e anzi avremmo pensato che fosse impossibile. La sua decisa convinzione contro la norma secondo la quale anche i rappresentanti dei distretti metropolitani possono entrare di nuovo a far parte del Parlamento, era assolutamente priva di spiegazioni. Alla fine riuscimmo a scoprire il segreto; i rappresentanti dei distretti metropolitani cenavano sempre a casa.

Per chi volesse invece una lettura più impegnativa dei suoi esordi, l’introduzione all’inedito offre delle tracce da seguire davvero molto interessanti: l’autore aveva rifinito i suoi pezzi quando questi avevano cominciato ad essere letti anche dal pubblico femminile. Ma sui ritratti delle donne perdute non voglio anticiparvi nulla.

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