Metterci la faccia non è facile, specialmente quando sei una perfezionista. Per me ci sono voluti anni. Anni e una serie di pacche di incoraggiamento (a volte urla, a volte incitazioni da allenatore di canoisti) da parte delle amiche per riuscire a pubblicare tre di racconti in ebook, nella mia piccola casa editrice (Problemi di cuore, Il completino, Tre favole di Natale). Infine, in poche settimane mi sono auto prodotta poche copie cartacee delle favole da regalare a mia figlia. 

Ho imparato molto, a correggere come a smettere di correggere. A fidarmi del parere degli altri, a capire dove e come stampare e come valutare i costi di produzione di un prodotto cartaceo. Ho imparato a guardare alle mie narrazioni con gli occhi di chi le legge e non soltanto con i miei.

Di importante, però, c’è questo: aver portato a termine un progetto a cui tenevo ed essermi data la possibilità di lasciare qualcosa a mia figlia. Sì, a lei. Non è molto, forse, ma io non potrò lasciarle nient’altro se non la mia capacità di inventare storie, anche a comando. Talvolta mi sembra pochissimo, talvolta mi sembra una grande risorsa.  Di sicuro, di sicuro, e lo dico egoisticamente, quando non ci sarò più avrà qualcosa di carino da dire su di me, oltre alle classiche recriminazioni da figlia 🙂

 

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