Come impoverire il nostro linguaggio? Bastano pochi passi, a parte il non leggere: leggere sempre gli stessi autori, leggere sempre gli stessi generi, leggere solo quei testi che leggiamo con facilità.

È da tempo che sento la necessità di incrementare il mio vocabolario e rendere più articolata la struttura delle mie frasi. Avverto questo bisogno soprattutto da quando mia figlia ha cominciato a chiedermi il significato di alcune parole e a spiegarmi l’uso dei sinonimi.

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Scommetto che molti di voi sono stati messi in crisi dai propri bambini. Siamo convinti di padroneggiare la nostra lingua, fintanto che una scolara di quarta non ti inchioda all’angolo con affermazioni del tipo: «Forse non volevi dire che sei arrabbiata con me, ma irritata. Indica meglio il tuo stato d’animo, non trovi?»

Per non dire di quando, durante le vacanze di Natale, ho dovuto fare pressioni perché concludesse il libro della biblioteca scolastica. Aveva scelto un’edizione illustrata e, credevo io, semplificata dell’Odissea.

Mentre mi declamava a voce alta le imprese di Ulisse, mi sono resa conto che i brani, pur pensati per bambini, erano ricchi di sinonimi, di espressioni consone ad un poema epico. Abbiamo riletto insieme anche la versione originale (non in greco, ci mancherebbe) del ritorno di Ulisse da Penelope.

Con mio sommo sconforto, ho dovuto ammettere che negli ultimi anni il mio linguaggio si è impoverito. Che non mi sfido più, non mi costringo a leggere e poi usare parole diverse da quelle che mi sono più familiari. Complice la stanchezza, ripiego su romanzi semplici, non impegnativi.

Perciò, come solenne impegno del 2016, ho deciso che leggerò testi non facili. Ho cominciato già, con Massimo Recalcati e il suo Le mani della madre – Desiderio, fantasmi ed eredità del materno. Riprenderò però anche i classici, in particolare le tragedie greche e Shakespeare.

Stramazzerò prima di concludere le mie fatiche?

Inoltre, ho anche deciso di differenziare le mie letture per aprire i miei orizzonti. Scoprite cosa intendo nel post Differenziare gli investimenti su LinkedIn e lasciatemi pure i vostri consigli di lettura. Non vedo l’ora di scoprire qualcosa di nuovo!

Foto | 48 points via photopin (license)

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