carnival

Come va il vostro martedì grasso? Il mio, ahimè, si consuma tra i ricordi, visto che sono costretta in casa da una giornata uggiosa sommata ed una figlia in via di guarigione. Non che avrei chissà che alternativa. Non che mi siano mai interessate le alternative. Ho sempre avuto un rapporto conflittuale con il Carnevale, e dire che, letterariamente parlando, è uno dei periodi più interessanti dell’anno.
Il Carnevale, sia che ci trovi in veste di scrittori, sia che ci incontri come lettori, ci regala il tema del doppio, del travestimento, delle fantasie (sia quelle che si possono raccontare in pubblico sia quelle privatissime), del peccato e della penitenza, visto che da domani per i cattolici praticanti comincia il periodo della Quaresima.

Nella mia personale narrazione c’è anche un rogo, quello che vedeva il pupazzo carnevale bruciato proprio il martedì grasso. Mi ha sempre fatto molta impressione, da bambina. Da adulta mi disturba, ovviamente, non per il rogo del fantoccio in sé, ma per quello che rappresenta: la morte e la mortificazione di ciò che sfugge al nostro controllo o al benestare della società in cui viviamo.

Prima di arrivare a discutere di fantasie pericolose o violente, prendiamo in considerazione la nostra semplice voglia di uscire dal quotidiano, che ci richiede professionisti impeccabili, genitori impegnati, persone di cultura, sportivi sempre in movimento e via dicendo (scegliete la vostra specializzazione).

Se la storia della nostra vita potesse essere narrata attraverso le nostre fantasie e non attraverso il quotidiano, di chi parlerebbe davvero? Probabilmente di Walter Mitty (se non lo avete visto ve lo consiglio caldamente).

Certo, non possiamo vivere tutti i giorni da super eroi o manifestando costantemente al prossimo i nostri sogni o tutti i nostri sentimenti. Anche perché rischieremmo di dimenticare il valore della nostra vita, che è nostra appunto e non del fittizio protagonista di un racconto, fatta di dolori e gioie che spesso superano la fantasia.

Ecco dunque che essere scrittori e lettori offre il grande vantaggio di poter moltiplicare le nostre vite, di fuggire da una prigione come il conte di Montecristo, andare a cavallo nelle campagne inglesi come le eroine di Jane Austen, cercare di proteggere Frodo perché possa raggiungere il monte Fato.

Dalla mia scatola di ricordi, pesco anche, oltre al fantoccio bruciato, il mio desiderio di vestirmi da Darth Vader, il mantello rosso e la maschera veneziana che hanno tenuto alla larga i ragazzi, convinti che io fossi un uomo e un 33 giri di Paul Simon che ancora mi fa compagnia.

Felice martedì grasso a tutti 🙂

Take Me To The Mardi Gras

C’mon take me to the Mardi Gras
Where the people sing and play
Where the dancing is elite
And there’s music in the street
Both night and day

Hurry take me to the Mardi Gras
In the city of my dreams
You can legalize your lows
You can wear your summer clothes
In the New Orleans

And I will lay my burden down
Rest my head upon that shore
And when I wear that starry crown
I won’t be wanting anymore

Take your burdens to the Mardi Gras
Let the music wash your soul
You can mingle in the street
You can jingle to the beat
Of Jelly Roll

Foto | P1060501 via photopin (license)

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