heart-792080_1920.jpgLe tre storie da caffè che vi propongo oggi (potete leggerle anche con un solo tè bollente, rabboccato quando serve) non sono propriamente delle storie romantiche.

Superati i quaranta, a furia di confrontarmi sull’amore e sulla coppia con le mie amiche sposate e con quelle non sposate, di romanticismo vero e proprio (da romanzo classico, da poesie che fanno sospirare) me ne è rimasto pochino.

Ecco perché ho messo insieme queste tre riflessioni composte in estate.

Cocomeri rispecchia in parte una conversazione avuta con una mia carissima amica, non sposata e riguarda il modo in cui noi donne guardiamo agli uomini (noi due almeno, specialmente a partire da quest’estate quando alcuni ceffi si sono materializzati nel vicinato).

Cocomeri
Tre donne e tre modi diversi di pensare agli uomini. Download

Non riuscii a vederlo in viso, ma in compenso lo contemplai mentre, poggiato al bancone, scrutava le teglie fumanti appena uscite dal forno. Aveva più o meno la nostra età e pantaloni a vita bassa, da cui sbucavano mutande siglate CK. La mano che prima grattava il mento a caccia di ispirazione si spostò sul di dietro, muovendosi a tentoni: si era reso conto dei troppi centimetri esibiti, pensai, e voleva rimediare.

Pesche noci è invece un racconto più serio, forse più complesso, sui sentimenti over quaranta e sulla difficoltà di accettarli.

Dio non l’avrebbe punita se avesse provato a toccarlo, ne era certa, e poi magari a lui non sarebbe successo proprio un bel niente. Forse lui non era come gli altri uomini o forse la punizione sarebbe stata proprio questa: non riuscire a commettere il peccato fino in fondo, vedere un corpo così giovane e bello ritrarsi di fronte alle sue mani mature. Come se Dio avesse ritirato la mela dalle mani di Eva all’ultimo momento.

Sottaceti racconta invece di un quotidiano che può capitare a tutte noi. Una mia amica mi ha detto: rispecchia molto il modo di fantasticare femminile, spesso divertente, spesso articolato e spesso senza alcuna conclusione concreta.

Si guardò intorno con discrezione e circospezione, in effetti non c’era una gran concorrenza. Ahi! Si diede uno scappellotto bello forte, mentalmente. Cosa credi di fare? Da quando ti preoccupi del tuo aspetto? Non eri felice di aver superato i quaranta e le crisi della giovinezza? Non ti sei sentita leggera quando hai capito che tu e Paolo non vi sareste mai più lasciati? Certo che sì, assolutamente sì. Viva la stabilità, viva la consapevolezza, viva i peli sulle gambe e la pace dei sensi. Buuu a tutti questi ormoni che cercano di prendere il controllo della mia vita!

Il perché ogni racconto abbia per titolo un cibo, ecco, non saprei dirlo. Giuro, si tratta di una pura coincidenza. Certo, ora che lo scrivo in questo post, mi chiedo se il mio inconscio non abbia lavorato per conto suo. Cibo e sesso sono spesso collegati, anche se non lo sono mai stati per me, nella mia esperienza. Mentre ci rifletto, vi auguro una buona lettura e, anche se con un po’ di anticipo, un felice San Valentino.

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