libri in regalo

Magari avete sentito parlare di questa storia: una giovane donna muore e il suo compagno decide di donare le offerte della cerimonia funebre alla biblioteca perché la sua amata era una appassionata lettrice. I soldi sono stati devoluti ad uno dei progetti Nati per leggere che riguardano i nuovi nati.
Ho trovato la storia commovente e il passaggio generazionale magico.

Molti di noi probabilmente hanno dei figli e pensano di lasciare i libri che affollano casa proprio a loro. Giustissimo.

Però… già c’è un però.

I lettori appassionati sono spesso, oltre che frequentatori di biblioteche locali, anche acquirenti compulsivi. Diciamo la verità: quante volte il nostro bilancio familiare ci imponeva di non comprare altri libri? Quante volte siamo riusciti ad aggirare questo veto con una scusa?

Probabilmente abbiamo da parte molti libri che non abbiamo mai letto o che non ci interessano più. Potremmo venderli ad un mercatino dell’usato, non ci sarebbe niente di male. Se però li regalassimo alla biblioteca?

Se tutti i libri che abbiamo regalato ai nostri bambini li dividessimo in quelli da tenere assolutamente perché si legano a preziosi ricordi e quelli da dare perché creino ricordi per altri piccoli lettori?

Pensiamoci: un lettore appassionato non può essere indifferente alla fame di libri che hanno biblioteche, associazioni, bambini i cui genitori non possono permettersi l’acquisto di nuovi libri.

Vi state chiedendo se dietro le mie belle parole ci siano gesti concreti. Sì. Dono alle biblioteche, agli asili e devo dirlo, a volte mi sento come Whoopy Goldberg in ghost, quando stringe l’assegno miliardario e non vuole cederlo alla mano della suora che lo sta prendendo 🙂

Poi, però, penso che anche se magari nessuno saprà che sono stata io a lasciare lì quei libri, ecco avrò regalato nuovi pensieri e nuovi sogni a tante persone e magari, chissà, tra quelle persone si cela una che, prima di arrivare a quel libro, non si era accorta di quanto appassionante potesse essere la lettura.

In un mondo che ha paura della cultura, dei libri, dell’autonomia di pensiero, per noi lettori, considerati strani perché presi a metà in due mondi diversi, può essere motivo di orgoglio contribuire alla crescita di nuovi punti di vista.

Per non parlare della gioia dei bambini che sfoglieranno nuovi libri e scopriranno che si può viaggiare anche restando in una stanza.

Foto di via photopin (license)

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