lazybook effort
Sì, cara scrittrice o caro scrittore. Sforzati. Ieri nella pagina della casa editrice LazyBOOK è comparso questo post e ben presto mi sono ritrovata a chattare a proposito dei titoli elencati. Eccoli: Guerra e Pace, Anna Karenina, Ulisse, Moby Dick, Infinite Jest, Il signore degli anelli, I fratelli Karamazov, I miserabili, Orgoglio e pregiudizio, Il buio oltre la siepe, Alla ricerca del tempo perduto, Lolita, Via col vento, L’arcobaleno della gravità, La Bibbia, Jane Eyre, Cent’anni di solitudine, Comma 22, Cime tempestose.

Chiaramente si tratta di una classifica arbitraria. Non esiste una lista simile universalmente acclamata. Prendiamola però come punto di riferimento e di partenza per alcune considerazioni.

Hai letto alcuni di questi libri? Io ho letto per intero: Anna Karenina, Moby Dick,  Il signore degli anelli,  Orgoglio e pregiudizio,  Lolita, Jane Eyre, Cent’anni di solitudine, Cime tempestose.

Ho letto in parte: Guerra e Pace, I fratelli Karamazov, I miserabili,  Il buio oltre la siepe, Alla ricerca del tempo perduto,  La Bibbia. Mi propongo di ultimare almeno I fratelli Karamazov e Il buio oltre la siepe. La Bibbia ha fatto parte e continua a far parte dei testi cui saltuariamente torno (non da cattolica, da lettrice appassionata di storie).

Ho trovato faticoso completare Cent’anni di solitudine  e facile, invece, Anna Karenina. Magari per te non è così, specialmente se sei un’appassionata di Marquez. Abbiamo i nostri gusti, le nostre preferenze e anche un nostro personale allenamento alla lettura ed è proprio questo, secondo me, il punto centrale della questione.

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Leggere è un impegno. Ci sono letture che servono a rilassarci o a far passare delle brutte giornate, ma ce ne sono altre che, pur non essendo ardue come l’Ulisse (giuro, ci ho provato) richiedono la nostra attenzione e un certo sforzo di concentrazione. Chi partecipa alla mezza maratona non si allena camminando in fretta.
Se il tuo obiettivo o ragione di vita è scrivere, non puoi dedicarti soltanto a quei testi che riesci a leggere con facilità. Devi confrontarti con scritture diverse dalla tua, con diversi livelli di difficoltà.

È un allenamento fondamentale per la fantasia, per imparare a cesellare i personaggi o il tessuto sociale in cui vivono, per proporre al letture una scrittura non banale e non banale non vuol dire ostica.

È chiaro che i primi tempi può essere pesante, difficile, ma più ci si allena meno si prova fatica, meno si percepisce quella sensazione, come dire, io la definisco di “crampo al cervello”.

Un buon allenamento prevede anche una puntata su terreni che non ti sono congeniali. Per esempio: io proprio non reggo gli scrittori come Marquez o la Allende. Non posso farci niente. È sempre stato così, ma prima di rinunciare ho provato diverse volte.

Amo invece i russi o Heinrich Böll. Gli americani non mi appassionano, ma Carver sì e anche la canadese premio nobel Alice Munro. Insomma, sforzati. Muoviti in acque pericolose, combatti con linguaggi e narrazioni diverse. Questo non solo ti arricchirà nel tuo processo di scrittura, ma ti farà incontrare nuovi amici e riempire ereader e comodino di parole confortanti.

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