lettore alla finestra
Immagino che tu sia una lettrice dai forti appetiti. Non dico compulsiva come la sottoscritta, che quando non legge va in crisi di astinenza, ma comunque una persona che trova piacere nella lettura e che si fa sempre tentare da un buon romanzo o da un buon saggio. Ebbene, potrebbe interessarti l’articolo scritto da Julien Smith, Come leggere un libro a settimana, tradotto da Internazionale.

Smith spiega come impostare un ritmo di circa una quarantina di pagine al giorno e come aggirare i periodi di stanchezza o di poco entusiasmo. Soprattuto, l’autore prova a spiegare, partendo dalla sua esperienza, perché dovremmo farlo:

Leggere mi ha reso una persona migliore, più completa e più felice. I libri contengono tutta la saggezza del mondo. Se decidete di provare, questa sfida può davvero aiutarvi a crescere. Quindi cominciate oggi stesso.

Da un certo punto di vista non posso che essere d’accordo. Leggere mi rende davvero felice e mi fa scoprire non solo nuovi immaginari, ma anche nuovi pensieri e una volta allenatami su quelli altrui comincio a produrne di miei. Se poi stai lavorando a un romanzo, una fiaba o una raccolta di racconti, confrontarti con altre scrittrici e altri scrittori è davvero il minimo per mantenersi allenati e arricchire il proprio vocabolario.

È anche possibile ottenere buoni risultati con un solo libro al mese, se si tratta di un libro particolarmente corposo. Per dire: Il signore degli anelli non sono bazzecole e neanche gli autori russi. Se poi vi dedicate alla saggistica, allora serve davvero tempo per ruminare le frasi una dopo l’altra, cercando di coglierne il corretto e pieno significato.

Alternare testi corposi e impegnativi a testi leggeri è chiaramente un trucco che funziona. Anzi, direi che è ciò che rende la lettura piacevole. Non posso andare a letto con Sartre senza che il mio cervello ne risenta. Posso però farlo con Agatha Christie, per dire.

La verità, però, è che leggere molto non implica automaticamente il miglioramento di sé. L’ho sempre detto: conosco fior di laureati e di lettori regolari (compresi i compulsivi) che manifestano un’ottusità ampiamente oltre la media. Se leggi per confermare le tue idee, allora leggere non serve a niente. Se leggi per scoprirne di nuove e per essere a volte, addirittura smentita, allora ci siamo: i libri producono la loro magia.

Vuoi sapere quanti libri leggo in un anno? Ehm. Non li ho mai contati, ma sicuramente supero i cento. Io però non faccio testo: trascorro molte ore in solitudine (i miei amici sono lontani ben oltre gli ottocento chilometri) e ho più tempo a disposizione. È anche vero che ho letto sempre tantissimo anche quando la mia vita era piena di impegni e di relazioni.

Personalmente, credo che confrontarsi sulla quantità di libri letti vada considerato un gioco stimolante nei periodi di stanchezza e nulla più. A volte, pochi ma buoni possono sortire ottimi effetti.

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