scrittrice

Perché scriviamo storie d’amore?

Nella speranza di poter guadagnare? Di incontrare i gusti delle lettrici che più sono disposte a spendere in una libreria? Io scrivo d’amore non solo perché è l’amore che condiziona la nostra vita (quello desiderato e cercato da adulti e quello negato nella nostra infanzia), ma anche perché mentre scrivo, mentre ci siamo solo io e i miei personaggi tutto sembra ancora possibile.

Lo so, benissimo, che con il carattere che mi ritrovo li farò penare e pensare e discutere e forse persino giungere alla conclusione che l’amore non può essere tutto, una volta diventati grandi. Per qualche istante, però, si diventa onnipotenti. Si possono regalare felicità, incontri inaspettati. Si possono limare i sensi di colpa e tirar via i menagramo. Per poco posso creare una vita che non è la mia e scoprire quali scelte una donna diversa da me, ma legata a me, potrebbe fare.

Insieme a tutto ciò, scrivo storie d’amore perché nei momenti bui della mia esistenza mi hanno tenuta in vita. Non i libri più ardui da scalare, ma quelli più semplici (e per semplici non intendo banali o scritti male). Quelli che spesso vengono considerati, a torto, narrativa rosa. Certo, di pari passo c’erano i fumetti della Bonelli e Tolkien, ma senza un po’ di romanticismo non avrei tirato avanti nei momenti di solitudine.

C’è però un nuovo racconto che insieme a tanti altri vorrei intersecare a quello delle mie nuove protagoniste. Un racconto che parla di amiche, di spalle su cui piangere, di spiriti allegri e complici. Insegnare ai nostri figli il valore dell’amicizia li salverà nei momenti difficili. L’amico, più dell’amante e dell’amato, si rivela specchio, apparentemente identico e invece complementare.

Perché scriviamo d’amore? Perché leggiamo d’amore? Cuori affamati in deserti che percorriamo spesso contro la nostra volontà, dobbiamo sapere che c’è un luogo all’orizzonte verso cui muovere, anche se non si trova su una mappa e, magari, proviene da un vecchio racconto (un luogo in cui , con la scusa di cercare un altro, di questo ne siamo spesso consapevoli, finiremo col trovare noi stesse).

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