scrittrice oversize

Che altro accadrà da 47 a 50?

Dopo i trenta la mia vita è cambiata: non mi bastava saltare una cena per sentirmi più leggera; una notte in bianco era in grado di stendermi; non reggevo più le stesse quantità di alcol e via dicendo. Non potevo immaginare quanto sarebbe cambiata dopo i quarantacinque. Certo, lo sentivo raccontare alle mamme e alle nonne, ma a loro sembrava importare principalmente della menopausa (vista come mancanza di fertilità e dunque riduzione di femminilità) e del peso.

Ogni donna, in un certo senso, ha un personale simbolo della giovinezza che non vuole le venga strappato: resistenza al sonno, pelle liscia, assenza di cellulite (poche, perché poche non ce l’hanno), magrezza, fertilità, capelli del colore originario, vista, elasticità, sesso. Quindi a ogni passaggio importante si procede con il proprio inventario di riferimento: pelle soda del viso? ce l’ho; tono delle ginocchia? così così?; posso scuotere la saliera? no…

Intorno ai quarantacinque anni il mio corpo ha cominciato a cambiare e a darmi strani segnali: giro vita più largo, aritmia, emicranie, discromie della pelle, contorni del viso meno definiti. Sembro una di quelle inquietanti voci delle pubblicità per creme over 40? In effetti è quello il tono con cui ci commentiamo allo specchio senza pietà.

Devo però ammettere che dopo aver vacillato insieme al mio organismo, mi sono resa conto che temevo di più altri effetti dell’età: la memoria che perde colpi; la pazienza che diminuisce; il bruciante desiderio di poter raggiungere almeno un obiettivo professionale e tutta un’altra serie di personali frustrazioni in confronto ai quali la cellulite è davvero poca cosa (anche quando è tanta).

Ad agosto compirò 47 anni e sto nuovamente cambiando: un leggero e riposante senso generale di rassegnazione si spalma sulle mie paure, sugli obiettivi mancati, sull’insofferenza, sul peso in eccesso. Lo sguardo depresso sul mondo, diventa sguardo distaccato. Però, mi dico, magari è solo la quiete dopo la tempesta nonché l’effetto del mio essermi concentrata sulla furiosa produzione di nuove storie. Chissà se il viaggio che gli ormoni intraprenderanno in menopausa mi manterrà in questa felice semi atarassia emotiva. Nel frattempo, per non perdere tempo, scrivo.

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