Lo straniero e Sisifo

di M.Barbara

Ho sempre pensato che alcuni libri siano in grado di rispondere alle nostre esigenze più profonde. Nel mio caso alcuni scrittori sono stati l’unica altra voce con cui potevo confrontarmi in momenti difficili, quando era faticoso dipanare i pensieri e le emozioni, che agli occhi degli altri apparivano e appaiono sopra le righe.

Tra questi, Albert Camus, di cui non avevo mai sentito parlare, fino alla terza superiore.  Avevo diciassette anni quando lessi per la prima volta Lo straniero. Mi sentii colpita al cuore. Le sensazioni che provavo, i pensieri che a volte mi attanagliavano erano dunque pensieri possibili, accettabili, appartenenti al genere umano e non solo una temporanea tempesta classificabile come adolescenza.

Albert Camus mi traghettò nella complessità della vita, nella dannazione di Sisifo, nella voglia di rivolta, nella paura con La peste (considerato in famiglia inappropriato per la mia età). Ma ritrovai nello stesso Camus anche la voglia di vivere, la capacità di sentire il mondo che si poggia sulla tua pelle, una certa consistenza e pesantezza del corpo.

Per il mio diciottesimo compleanno, alcuni amici mi regalano la raccolta Bompiani delle sue opere. Mi sembrava una piccola Bibbia e lì scoprii i diari dello scrittore, le sue descrizioni di Orano, di Algeri, del mare:

Sisifo copia Ribera

Sì, aiuta a morire sapere che dopo di noi torneranno sulla terra e sul mare certe notti la cui dolcezza si prolunga. Grande mare, sempre solcato, sempre vergine, mia religione insieme alla notte! Ci lava e ci sazia nei suoi solchi sterili, ci libera e ci mantiene in piedi. Per ogni onda una promessa, sempre  la stessa. Cosa dice l’onda? Se dovessi morire, circondato da fredde montagne, ignorato dal mondo, rinnegato dai miei, stremato di forze insomma, all’ultimo momento il mare riempirebbe la mia cella, verrebbe a sostenermi al di sopra di me e ad aiutarmi a morire senza odio. (L’estate, traduzione di Sergio Morando per Bompiani)

Amore, morte, passione, una profonda malinconia, uno sguardo lucido sulla vita. Mi sembrava che leggendo le sue pagine fosse possibile avvicinarsi di un passo alla verità sull’esistenza. Oggi, se penso alla tanta letteratura per adolescenti che ho recensito e che ho trovato anche divertente e a tratti commovente, non posso non ricordarmi che più di tutti i libri di evasione fu Camus a lasciare che mi prendessi seriamente cura di me stessa e dei miei pensieri e delle mie azioni.

Forse è l’adolescenza il momento nel quale è possibile innamorarsi di Camus e sentirlo vicino ai propri stati d’animo più di altri scrittori. La maturità ci permetterà di apprezzarne la complessità e la profondità del pensiero, ma quell’intuizione particolare appartiene alla nostra età più difficile.

Ogni generazione, senza dubbio, si crede destinata a rifare il mondo. La mia sa che non lo rifarà. Il suo compito è forse più grande: consiste nell’impedire che il mondo si distrugga. Erede di una storia corrotta in cui si fondono le rivoluzioni fallite e le tecniche impazzite, la morte degli dei e le ideologie portate al parossismo, in cui mediocri poteri, privi ormai di ogni forza di convincimento, sono in grado oggi di distruggere tutto, in cui l’intelligenza si è prostituita fino a farsi serva dell’odio e dell’oppressione, questa generazione ha dovuto restaurare, per se stessa e per gli altri, fondandosi sulle sole negazioni, un po’ di ciò che fa la dignità di vivere e di morire. (Discorsi di Svezia, traduzione di Aberto Sensini per Bompiani)

È strano che oggi, veleggiando verso i cinquanta, io senta contemporaneamente il desiderio di riscoprire Camus e quello di bilanciarlo con una voce decisamente opposta. Negli anni in cui mi sentivo disperata ma forte, quelle letture mi confortavano, mi suggerivano salute mentale. Oggi corroborano la mia visione della vita e vorrei che non fosse così. Vorrei riprovare quello sbilanciamento che, in alcuni giorni, mi faceva credere nell’uomo.

Foto | By after Jusepe de Ribera – [2], Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=53249604