2018, quale sarà la tua storia?

di M.Barbara

Perché in questo Natale e nell’anno che verrà tu possa essere felice, devi prendere in mano la tua vita. È un luogo comune? Sì. È faticoso? Non troppo se procedi a piccoli passi. Visto, poi, che questo blog parla di storie, vorrei che cominciassi dalla tua.

Non lasciare che il solo il passato possa dire chi sei. Non credere di essere quello che gli altri raccontano di te. Non aspettare il report del social che ti impegna di più e non specchiarti nei selfie e nelle tue immagini filtrate.

Esiste infatti una te, che forse temi non possa piacerti o piacere, che è il centro delle tue azioni, scelte, relazioni. Esiste una storia, la tua, che soltanto tu puoi conoscere. Allora perché lasciare sempre che siano le parole degli altri a definirci? Perché tu, io, continuiamo a definire gli altri con aggettivi che li riducono a una percezione?

Non siamo i nostri successi e non siamo i nostri fallimenti. Non possiamo essere sempre e solo il desiderio di qualcuno o la maledizione di qualcun altro. Non possiamo essere tutto, ma neanche essere sempre altro. Corriamo di giorno in giorno inseguendo l’immagine che vorremmo essere, senza mai raggiungerla o scoprendo, una volta raggiuntala, che non è proprio come ci aspettavamo.
vero io

In questo ultimo anno ho cercato di capire chi sono e che storia ho da raccontare, nonostante gli altri continuino ad etichettarmi. Ho anche smesso di combattere contro quelle etichette. Una volta, uno degli anni passati, mi sono impegnata a somigliare a quella che secondo gli altri sarebbe stata la migliore versione di me. Ho ottenuto bei risultati, giuro. Però, la mia vita non è cambiata di una virgola, sono cambiate solo le etichette e io mi sono sentita infelice.

Che tu abbia un diario, che tu sia impegnata a scrivere la tua biografia, che il tuo lavoro e gli amici siano i binari della tua narrazione, l’importante è spogliarti da ciò che credi di dover essere o di non dover essere, dalla rabbia per combattere le aspettative altrui, dalla presunzione di sapere già tutto. Basta compromessi, ma anche basta lotte. Tanto silenzio invece, poche e centrate parole e il coraggio di guardarsi allo specchio. Per partire finalmente da te.

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