La pagina bianca non è davvero bianca

di M.Barbara

Ti sei data una scadenza per importi di concludere il tuo racconto, romanzo o libro per bambini. Ti siedi alla scrivania nel momento prescelto e via. Anzi no, perché non succede niente. La pagina è bianca, la mente è vuota. Ti si palesano, quasi sospese nell’aria, in una strana magica e terrificante nebbiolina, le terribili parole blocco dello scrittore.

Ebbene, lascia perdere. No, non la pagina bianca, ma l’idea del blocco. È normale essere stanchi, avvertire un po’ pressione e magari darsi alla fuga da quello che ti sembra un progetto importante o molto coinvolgente. Non importa quale sia la motivazione alla base dello stallo, lo puoi aggirare facilmente.
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Io uso 4 stratagemmi, che ti consiglio di provare. Puoi e devi però cercare una soluzione più adatta a te, se questi non funzionano.

Il primo e il più semplice (che ti consente di ottimizzare la mezz’ora, ora che ti sei data): non proseguire subito con il tuo romanzo, ma descrivi la prima cosa che ti capita sotto mano o nella mente. Magari è il disordine sulla scrivania; il vicino di casa che fa rumore a qualsiasi ora o che sembra invisibile; l’ultima telefonata ricevuta; la cassiera del supermercato in cui ti rechi di solito; il collega antipatico o quello simpatico. Puoi anche scrivere stupidaggini o partire da una parola e poi procedere per associazione di idee. Quello che importa è mantenere l’abitudine alla scrittura e non lasciare bianca la pagina. A volte accade quasi immediatamente, a volte il giorno dopo, ma sii certa che riprenderai la tua storia (d’altra parte non siamo macchine da guerra ed è possibile che per alcuni giorni non si riesca a lavorare al romanzo).

Esci con un taccuino a portata di mano. Se puoi, naturalmente. Passeggiare, riprendere il contatto con la realtà, offre molti spunti. Magari non proseguirai con la trama, ma scoprirai una pianta, uno scorcio, una persona, una bicicletta, un’azione da inserire in un determinato capitolo. A volte ti capiterà di ‘vedere’ la protagonista o uno dei personaggi che stanno camminando proprio in quel tratto di strada e ne scoprirai nuove caratteristiche.

Impegnati nelle pulizie di casa. Già, sappiamo che i nostri eroi devono occuparsene in un modo o nell’altro. Se sono ricchissimi hanno una governante, ma devono comunque darle delle disposizioni. Se sono persone comuni, saranno alle prese con una macchia impossibile, come quella inflitta dal fantasma di Canterville o dovranno decidersi tra un potente anticalcare e un detersivo bio. Rimettere in moto il proprio corpo sveglia automaticamente anche la testa e, come per la passeggiata, si trasforma in fonte di ispirazione.

Leggi un libro che si avvicina molto a quello che stai scrivendo. Sicuramente te ne vengono in mente molti, ma devi scegliere libro e scrittore di livello medio alto. Un uso sapiente della parola e della narrazione, in grado di stupirti, di suscitare in te stima e ammirazione ti spingerà nella giusta direzione. Potrà esserti utile, scegliere una frase che ritieni particolarmente ben fatta e analizzarla o analizzare l’ambiente sociale in cui si muove il personaggio. Mi raccomando: accanto a te deve esserci sempre una tastiera o un blocco per poter prendere immediatamente gli appunti che questo esercizio ti spingerà a prendere.

Ecco, questi sono i quattro escamotage che uso quando ho il cervello in pappa. In realtà adopero anche una quinta strategia, ma è pericolosa: scelgo una serie tv elettrizzante e dall’ottima sceneggiatura, con dialoghi serrati (possibilmente in lingua originale, con sottotitoli). Funziona, se non ti prende troppo. Una volta, per dire, sono precipitata nel binge watching e mi sono risvegliata a pranzo. Quali serie tv guardo? Ne parliamo la prossima volta.

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