Butta tutto, va…

di M.Barbara

Pacchi di racconti abbozzati, di romanzi abbozzati, di storie scritte davvero discretamente hanno preso il via, tuffandosi nel raccoglitore della carta. Vent’anni di lavori e di progetti. Diciamo pure venticinque anni di lavori e di progetti. Seguiti da diari, lettere, fotografie, diapositive. Non un’esitazione, non un rimpianto.

Ci sono momenti nella vita che somigliano alla sceneggiatura, quasi scontata, di un film: la durata della tua vita o la qualità della tua vita negli anni a venire non ti sembra più ovvia. All’improvviso, una messa a fuoco selettiva identifica tutto ciò che è importante per me. Una feroce scriminatura, che salva poche persone, obiettivi degni di fatica, progetti.

Una manciata che sta in una sola mano e con ancora molto spazio intorno. Dunque via i troppi social, le email, gli indirizzi email di troppo, le news che non mi interessano più. Via i ricordi che mi ancorano al passato, via i progetti senza futuro legati alle aspettative altrui o alle mie (ma che so non potranno mai realizzarsi).
montagna di carta su scrivania

In venti giorni la mia vita è cambiata.

Non che io abbia deciso di non scrivere più, di non lavorare a nuovi sogni o progetti. Solo che il futuro, sempre vago, si è fatto concreto e il passato ha perso il suo peso ingombrante. A favore di un presente che sembra valere più della brama di nuovi racconti.

Mi avvio verso una strana estate. Priva, che strano, davvero, di continui rimproveri, sensi di colpa, rimpianti.

A quasi quarantanove anni, devo ammettere che ho ciò che desideravo. Non il lavoro dei miei sogni, non la sicurezza economica, ma una solidità interiore che, sebbene interrotta dal solito vecchio panico, mi sono costruita con le unghie e con i denti, grazie anche a poche importanti persone che sono la mia roccia, ma grazie anche a tanti amici di passaggio. Altro che anno nuovo e buoni propositi. Prosit!