Presto, un’interpretazione!

di M.Barbara

L’argomento degli ultimi mesi è ovviamente il Covid-19, ma anche negli anni precedenti (oserei dire di mese in mese, a volte di settimana in settimana) ci sono stati eventi che hanno tenuto e tengono banco. Può essere la Jolie che si fa rimuovere il seno o l’ultima cafonata di uno dei nostri politici, a scelta. In ogni caso, laddove l’evento ottenga notevole attenzione sui social e sui media è necessario inquadrarlo, definirlo, commentarlo, interpretarlo e fornire allo spettatore/lettore/fruitore una visione spesso unidimensionale dello stesso (altrimenti come fai a generare delle polemiche e dei click, eh?).

A volte sono talmente colpita da quello che accade che vorrei scrivere un post. Mi vengono delle intuizioni simili a quelle idee geniali che mi colgono di notte, che non appunto per pigrizia e che ho dimenticato due secondi dopo. Quasi sicuramente non erano poi tutto ‘sto granché, ma devo ammettere che spesso rinuncio a delle opportunità di pensiero e di espressione.

Come dicevo, a volte vorrei scrivere un post e a volte, sinceramente, data la mia laurea in filosofia, la specializzazione in giornalismo e comunicazione e l’esperienza maturata lavorando online mi sembra di avere anche le competenze necessarie per farlo.

 

Statua, White, Scultura, Wall, Stone, Vista, Occhiali

 

Eppure, eppure niente. Mi metto al computer, apro la schermata e poi mi fermo. Mi sembra che dire la mia non serva a niente. Mi sembra che qualsiasi pensiero io sia in grado di produrre in questo momento si qualifichi ipso facto come prematuro, perché immediato, privo della distanza necessaria all’osservatore e al pensatore. Mi sembra, onestamente, che molti dei pensieri che vagano nella rete siano effimeri, unidimensionali, unidisciplinari. Per questo mi circondo di persone molto diverse tra loro, che svolgono diversi lavori, sviluppano diverse compentenze e producono pensieri sempre pronti a evolversi e arricchirsi.

Al mio non scrivere, si affianca anche il non leggere. Giornali, media in generale, salvo poche ufficiali voci preferisco lasciar perdere. Ultimamente mi sono rimessa sui libri di filosofia, trovando conforto e sostegno alla mia posizione. Gli anni passati in rete mi hanno sottratto la dimensione del tempo e dello spazio. La necessità imperante di esserci e di parlare ha preso il posto di quella di analizzare e comprendere. Salvo poi sentirmi inutile perché non so esserci e parlare ogni volta su ogni evento.

Naturalmente, ho voglia di cancellare questo post. Lo lascio come tributo a tutte le donne che ‘frequento’ senza conoscerle, alle vecchie amiche, a chi ha, rispetto a me, la capacità di pensare e parlare subito perché dotata di una mente aperta ed elastica, mentre io devo sempre stiracchiarla un po’, la mia, che tende a cercare certezze e definizioni chiare.

Confusa? Uhm. Può darsi. Intanto in questi giorni mi regalo la riscoperta di Nietszche e, grazie alla tesina che prepara mia figlia, dell’arte e del pensiero degli anni quaranta. È incredibile come essere allenarmi alla comprensione di passaggi non troppo facili, interessarmi ad artisti nuovi, mi stia chiarendo le idee su un presente che ancora mi sfugge.

P.S. Un buon punto di partenza per leggere il presente in modo articolato è seguire le pagine di Tlon e Barbasophia (sono presenti anche su diversi social).