Barbastorie

Categoria: Diario

Scrivere con gli attacchi di panico

Eh no, oggi non parliamo della famigerata pagina bianca che ci terrorizza, ma di attacchi di panico veri e propri e per l’esattezza di quelli che, io almeno, mi porto dietro dall’età di undici anni.

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La pagina bianca non è davvero bianca

Ti sei data una scadenza per importi di concludere il tuo racconto, romanzo o libro per bambini. Ti siedi alla scrivania nel momento prescelto e via. Anzi no, perché non succede niente. La pagina è bianca, la mente è vuota. Ti si palesano, quasi sospese nell’aria, in una strana magica e terrificante nebbiolina, le terribili parole blocco dello scrittore.
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2018, quale sarà la tua storia?

Perché in questo Natale e nell’anno che verrà tu possa essere felice, devi prendere in mano la tua vita. È un luogo comune? Sì. È faticoso? Non troppo se procedi a piccoli passi. Visto, poi, che questo blog parla di storie, vorrei che cominciassi dalla tua. Leggi il seguito di questo post »

Perché amo anche gli ebook

Ho tirato giù tutti i libri e scartabellato tra le scorte disordinate, ho cercato tra i quelli pronti per essere regalati alla biblioteca civica ma niente, il romanzo che cercavo non si è fatto vedere. L’avevo promesso alla mia migliore amica: lo amavo e volevo che lo leggesse anche lei. Ho rovistato persino in posti in cui i libri non dovrebbero esserci, perché quando sono sovra pensiero tutto è possibile.
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Lo straniero e Sisifo

Ho sempre pensato che alcuni libri siano in grado di rispondere alle nostre esigenze più profonde. Nel mio caso alcuni scrittori sono stati l’unica altra voce con cui potevo confrontarmi in momenti difficili, quando era faticoso dipanare i pensieri e le emozioni, che agli occhi degli altri apparivano e appaiono sopra le righe. Leggi il seguito di questo post »

Perché scriviamo storie d’amore

scrittrice

Perché scriviamo storie d’amore?

Nella speranza di poter guadagnare? Di incontrare i gusti delle lettrici che più sono disposte a spendere in una libreria? Io scrivo d’amore non solo perché è l’amore che condiziona la nostra vita (quello desiderato e cercato da adulti e quello negato nella nostra infanzia), ma anche perché mentre scrivo, mentre ci siamo solo io e i miei personaggi tutto sembra ancora possibile. Leggi il seguito di questo post »

Sole e galline

kids vintage

Le belle giornate di sole ci portano fuori. Io sono sempre all’erta come un coniglio, ma non per paura: è più forte di me registrare quello che mi accade intorno e chiedermi se non ci siano spunti interessanti per una nuova storia. Una volta o l’altra, mi dico accompagnando mia figlia al parco, dovrò decidermi a raccontare la vita delle mamme. Leggi il seguito di questo post »

Se tu muori

lapide coppia

 

Muori e gli altri si appropriano di te. I discorsi sulla tua persona non sono più confutabili. I pettegolezzi diventano inarrestabili. Lentamente, come una statua di cera, vieni plasmato ad immagine e somiglianza delle proiezioni sul tuo corpo, sul tuo carattere e sui tuoi pensieri.

È così che va. Se non sei stato talmente presente da essere inequivocabile. Anche se ti sei impegnato con tutte le tue forze, però, non credo sia possibile arrestare quel perverso meccanismo di appropriazione del morto che tutti noi mettiamo in atto:

lo conoscevo bene, quando io e lui parlavamo, ci capivamo al volo, soltanto io sapevo certe cose di lui, sguardi e ammiccamenti.

Il morto in primo piano diventa sfondo per l’ego degli altri. Persino le lodi diventano un’irreparabile bugia. E lo trovo davvero spaventoso.

Memoria? Coscienza, direi.

giornata della memoria

Mi stato richiesto un pezzo sul Giorno della memoria, con qualche nuova idea perché ormai

è già stato detto tutto

Il che è vero, naturalmente, e a furia di ripetersi si finisce per svuotare di significato la ricorrenza stessa nonché gli articoli che ne parlano. Siamo dunque in un empasse: non c’è più niente da dire, ma non possiamo smettere di parlare. Mi chiedo se non sia scorretto il modo in cui comunichiamo il nostro messaggio. Mi chiedo anche: a chi lo comunichiamo? Leggi il seguito di questo post »

Le vacanze della scrittrice

scrittrice, writer

 

Che si tratti di quelle natalizie, pasquali, estive, il mio istinto di narratrice gongola. Fatte le dovute differenze, è come se mi trovassi in un parco protetto con la possibilità di osservare i comportamenti di coloro che lo abitano. Perché durante le vacanze ci sono riti, abitudini, aspettative che investono tutti, senza eccezione. Persino quelli del non mi farò mai trascinare dal conformismo e dal consumismo, io sono il grinch, io mi isolo sono una comunità.

È più forte di me: tendo a notare dettagli, legami, reazioni e relazioni che agli occhi degli altri non esistono. Ho scoperto solo dopo i quarant’anni che il mondo come lo vedo io è invisibile allo sguardo altrui. Non è una mia prerogativa, naturalmente, ma degli scrittori, dei filosofi, degli psicologi, dei sociologi, degli antropologi. Sembra quasi triste detto così, vero? Leggi il seguito di questo post »

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