Perché scriviamo storie d’amore

scrittrice

Perché scriviamo storie d’amore?

Nella speranza di poter guadagnare? Di incontrare i gusti delle lettrici che più sono disposte a spendere in una libreria? Io scrivo d’amore non solo perché è l’amore che condiziona la nostra vita (quello desiderato e cercato da adulti e quello negato nella nostra infanzia), ma anche perché mentre scrivo, mentre ci siamo solo io e i miei personaggi tutto sembra ancora possibile. Leggi altro

Sole e galline

kids vintage

Le belle giornate di sole ci portano fuori. Io sono sempre all’erta come un coniglio, ma non per paura: è più forte di me registrare quello che mi accade intorno e chiedermi se non ci siano spunti interessanti per una nuova storia. Una volta o l’altra, mi dico accompagnando mia figlia al parco, dovrò decidermi a raccontare la vita delle mamme. Leggi altro

Se tu muori

lapide coppia

 

Muori e gli altri si appropriano di te. I discorsi sulla tua persona non sono più confutabili. I pettegolezzi diventano inarrestabili. Lentamente, come una statua di cera, vieni plasmato ad immagine e somiglianza delle proiezioni sul tuo corpo, sul tuo carattere e sui tuoi pensieri.

È così che va. Se non sei stato talmente presente da essere inequivocabile. Anche se ti sei impegnato con tutte le tue forze, però, non credo sia possibile arrestare quel perverso meccanismo di appropriazione del morto che tutti noi mettiamo in atto:

lo conoscevo bene, quando io e lui parlavamo, ci capivamo al volo, soltanto io sapevo certe cose di lui, sguardi e ammiccamenti.

Il morto in primo piano diventa sfondo per l’ego degli altri. Persino le lodi diventano un’irreparabile bugia. E lo trovo davvero spaventoso.

Memoria? Coscienza, direi.

giornata della memoria

Mi stato richiesto un pezzo sul Giorno della memoria, con qualche nuova idea perché ormai

è già stato detto tutto

Il che è vero, naturalmente, e a furia di ripetersi si finisce per svuotare di significato la ricorrenza stessa nonché gli articoli che ne parlano. Siamo dunque in un empasse: non c’è più niente da dire, ma non possiamo smettere di parlare. Mi chiedo se non sia scorretto il modo in cui comunichiamo il nostro messaggio. Mi chiedo anche: a chi lo comunichiamo? Leggi altro

Le vacanze della scrittrice

scrittrice, writer

 

Che si tratti di quelle natalizie, pasquali, estive, il mio istinto di narratrice gongola. Fatte le dovute differenze, è come se mi trovassi in un parco protetto con la possibilità di osservare i comportamenti di coloro che lo abitano. Perché durante le vacanze ci sono riti, abitudini, aspettative che investono tutti, senza eccezione. Persino quelli del non mi farò mai trascinare dal conformismo e dal consumismo, io sono il grinch, io mi isolo sono una comunità.

È più forte di me: tendo a notare dettagli, legami, reazioni e relazioni che agli occhi degli altri non esistono. Ho scoperto solo dopo i quarant’anni che il mondo come lo vedo io è invisibile allo sguardo altrui. Non è una mia prerogativa, naturalmente, ma degli scrittori, dei filosofi, degli psicologi, dei sociologi, degli antropologi. Sembra quasi triste detto così, vero? Leggi altro

Il coraggio del silenzio

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Un bel tacer non fu mai scritto

Questo è uno di quei giorni in cui vorrei solo guardare Harry Potter o leggere storie che parlano d’amore e d’amicizia. È uno di quei giorni in cui ho bisogno di credere che le persone siano migliori di quanto appaiano sui social.

Hai letto i commenti sotto le news di Berlino e dalla Turchia? Cosa ne pensi di chi commenta: Ben vi sta! Via i clandestini! Basterebbe una bomba per eliminarli tutti! (e mi sono limitata a riprodurre frasi innocue). Leggi altro

Scrittura e attacchi di panico

panico, paura, down

Breve riassunto del panico nella mia vita, prima di raccontarvi come si intreccia alla scrittura.
Ho avuto il mio primo attacco a undici anni. Certo, non sapevo cosa fosse, allora, e tantomeno potevano identificarlo le persone che mi sono state accanto. 

La mia infanzia, la pubertà, l’adolescenza, la giovinezza, li ho passati tra periodi buoni e meno buoni, sempre in balia dell’ansia, di incubi, sempre limitata nelle mie scelte, senza saperlo, da questa corda che mi teneva al guinzaglio.

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Cattivo Natale, buon Natale

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Quanti anni ci sono voluti prima che mi trasformassi in Scrooge? Ho sempre rimproverato a mio marito la mancanza di entusiasmo per le settimane che precedono il Natale e per il giorno stesso della festa. Non è solo una caratteristica da donna del sud, la mia: voglia di cibo, di entusiasmo, di persone raccolte attorno a un tavolo, di chiasso. No, c’è qualcosa in più come l’ostinazione nel credere nell’uomo e a volte la voglia di emigrare con i pensieri verso terre sempre e solo fertilizzate dalla positività.

Non possono, non potevano, fermarmi gli effetti collaterali del Natale: la corsa per i regali, l’acquisto di regali inutili, la delusione dei regali sbagliati, le liti tra parenti, gli amici che non ci sono più. Il buco nero anti natalizio è arrivato solo di recente. Leggi altro

Leggere d’estate, ti servono davvero le liste?

ragazza libro panchina
Su, torna bambina. Lascia stare i post con i migliori libri da leggere quest’estate. Vai in libreria, su Amazon, al centro commerciale, ovunque si leggano libri insomma. Per una volta, via le polemiche su dove andrebbero venduti i libri, a che prezzo, su che supporto e di che tipo. Dai, fa caldo, te la devi godere, senza temere il giudizio altrui o il più pericoloso monito interiore che ti segue e ti impedisce di fare scelte divertenti: vuoi leggere Guerra e Pace? Desideri ardentemente l’ultimo becero romanzo rosa? Vorresti riprendere tra le mani un libro di quando eri ragazzina?

È giunta la tua ora: sotto il sole tutto è concesso. In realtà, io credo, come lettrici ci sia concesso tutto comunque e in qualsiasi stagione. L’estate però invita più facilmente alla leggerezza. Leggi altro

Il mio compleanno

Ho sempre festeggiato con gioia i miei compleanni e così sarà anche quest’anno. Con una fondamentale differenza rispetto al passato: la consapevolezza di essere nella famigerata selva oscura. Se mi va bene.bradipo compleanno

Ho cominciato a scrivere poesie e racconti a sei anni e non ho completato niente di decente prima dei trenta. Sono stata una disdicevole scribacchina, presa così tanto dal volersi sentire una pessima scrittrice da non cambiare mai le carte in tavola. Leggi altro