Barbastorie

Categoria: Diario

Il marito della scrittrice

Ogni volta che leggo i ringraziamenti al termine di un romanzo scritto da una donna, spuntano quelli al marito: ispiratore, sostenitore, lettore in anteprima. Uhm, ma solo a me è capitato il boicottatore?

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I Matia Bazar e un vecchio treno

C’è un storia curiosa nella mia vita che racconto e mi racconto ogni anno, perché la considero la prova di come a volte un singolo individuo possa avere, nella nostra vita, l’impatto di un paio d’anni di terapia.

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Di liste e buoni propositi (con nota a piè di pagina)

Lascia perdere le liste di fine anno, l’elenco con i buoni propositi che depenneremo man mano che ci stanchiamo di vederli a ogni ora sotto il nostro naso. C’è un solo compito che consente, in verità, di assolvere alla moltitudine di desideri che affastelliamo di settimana in settimana nel nostro cuore e nella nostra mente.

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I romanzi come antidoto alla vita

A volte mi chiedo se questa sorta di mite snobismo con cui i forti lettori guardano ai non lettori non sia in realtà una copertura per problemi ben più gravi. Sono di parte, ovviamente, visto che potrei essere definita una lettrice compulsiva. Ci sono stati, però, due momenti della mia vita in cui non ho letto e li ricordo bene perché il primo ha seguito immediatamente la mia laurea.

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Raccontare il dolore, col tempo

Mi riduco sempre all’ultimo momento quando devo scrivere i post di Natale: mi piace lasciarmi ispirare dall’atmosfera che respiro intorno a me e che è diversa di anno in anno. Ero lì che ci pensavo qualche giorno fa e contemporaneamente elencavo gli amici da chiamare, quelli lontani, quando il mio cellulare ha lampeggiato.

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Leggere ad alta voce in famiglia

Perché, mi domando, a una lettrice compulsiva capita una figlia che ama comprare i libri e non leggerli? Pochi mesi fa la mia adorata e pestifera tredicenne mi ha chiesto di comprarle Red il primo volume della trilogia di Kirsten Gier, autrice tedesca di romanzi young adult. Ha impegnato un’eternità per leggere le prime trenta pagine e poi si è fermata.

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Viaggio, mi fermo, like

Ho viaggiato tutta la vita. Non grandi viaggi. Piccoli, costanti, a volte estenuanti, affollati, chiassosi viaggi da studentessa fuori sede, lavoratrice fuori sede, fidanzata fuori sede, brava ragazza cattolica alle prese con campi scuola. 
Ho appoggiato la testa contro il finestrino mille volte, cullata dalla musica nel walkman, immersa in pensieri che mi raggiungevano solo nella strana dimensione del movimento. A volte invece mi capitavano incontri particolari, strani direi e persino rivelatori

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Scrivere con gli attacchi di panico

Eh no, oggi non parliamo della famigerata pagina bianca che ci terrorizza, ma di attacchi di panico veri e propri e per l’esattezza di quelli che, io almeno, mi porto dietro dall’età di undici anni.

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La pagina bianca non è davvero bianca

Ti sei data una scadenza per importi di concludere il tuo racconto, romanzo o libro per bambini. Ti siedi alla scrivania nel momento prescelto e via. Anzi no, perché non succede niente. La pagina è bianca, la mente è vuota. Ti si palesano, quasi sospese nell’aria, in una strana magica e terrificante nebbiolina, le terribili parole blocco dello scrittore.
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2018, quale sarà la tua storia?

Perché in questo Natale e nell’anno che verrà tu possa essere felice, devi prendere in mano la tua vita. È un luogo comune? Sì. È faticoso? Non troppo se procedi a piccoli passi. Visto, poi, che questo blog parla di storie, vorrei che cominciassi dalla tua. Leggi il seguito di questo post »

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