Categoria: Diario

2018, quale sarà la tua storia?

vero io

Perché in questo Natale e nell’anno che verrà tu possa essere felice, devi prendere in mano la tua vita. È un luogo comune? Sì. È faticoso? Non troppo se procedi a piccoli passi. Visto, poi, che questo blog parla di storie, vorrei che cominciassi dalla tua. (altro…)

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Perché amo anche gli ebook

libro ebookHo tirato giù tutti i libri e scartabellato tra le scorte disordinate, ho cercato tra i quelli pronti per essere regalati alla biblioteca civica ma niente, il romanzo che cercavo non si è fatto vedere. L’avevo promesso alla mia migliore amica: lo amavo e volevo che lo leggesse anche lei. Ho rovistato persino in posti in cui i libri non dovrebbero esserci, perché quando sono sovra pensiero tutto è possibile.

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Lo straniero e Sisifo

Sisifo copia Ribera

Ho sempre pensato che alcuni libri siano in grado di rispondere alle nostre esigenze più profonde. Nel mio caso alcuni scrittori sono stati l’unica altra voce con cui potevo confrontarmi in momenti difficili, quando era faticoso dipanare i pensieri e le emozioni, che agli occhi degli altri apparivano e appaiono sopra le righe. (altro…)

Perché scriviamo storie d’amore

scrittrice

Perché scriviamo storie d’amore?

Nella speranza di poter guadagnare? Di incontrare i gusti delle lettrici che più sono disposte a spendere in una libreria? Io scrivo d’amore non solo perché è l’amore che condiziona la nostra vita (quello desiderato e cercato da adulti e quello negato nella nostra infanzia), ma anche perché mentre scrivo, mentre ci siamo solo io e i miei personaggi tutto sembra ancora possibile. (altro…)

Sole e galline

kids vintage

Le belle giornate di sole ci portano fuori. Io sono sempre all’erta come un coniglio, ma non per paura: è più forte di me registrare quello che mi accade intorno e chiedermi se non ci siano spunti interessanti per una nuova storia. Una volta o l’altra, mi dico accompagnando mia figlia al parco, dovrò decidermi a raccontare la vita delle mamme. (altro…)

Se tu muori

lapide coppia

 

Muori e gli altri si appropriano di te. I discorsi sulla tua persona non sono più confutabili. I pettegolezzi diventano inarrestabili. Lentamente, come una statua di cera, vieni plasmato ad immagine e somiglianza delle proiezioni sul tuo corpo, sul tuo carattere e sui tuoi pensieri.

È così che va. Se non sei stato talmente presente da essere inequivocabile. Anche se ti sei impegnato con tutte le tue forze, però, non credo sia possibile arrestare quel perverso meccanismo di appropriazione del morto che tutti noi mettiamo in atto:

lo conoscevo bene, quando io e lui parlavamo, ci capivamo al volo, soltanto io sapevo certe cose di lui, sguardi e ammiccamenti.

Il morto in primo piano diventa sfondo per l’ego degli altri. Persino le lodi diventano un’irreparabile bugia. E lo trovo davvero spaventoso.

Memoria? Coscienza, direi.

giornata della memoria

Mi stato richiesto un pezzo sul Giorno della memoria, con qualche nuova idea perché ormai

è già stato detto tutto

Il che è vero, naturalmente, e a furia di ripetersi si finisce per svuotare di significato la ricorrenza stessa nonché gli articoli che ne parlano. Siamo dunque in un empasse: non c’è più niente da dire, ma non possiamo smettere di parlare. Mi chiedo se non sia scorretto il modo in cui comunichiamo il nostro messaggio. Mi chiedo anche: a chi lo comunichiamo? (altro…)